La posizione dell’Albero, chiamata Vrksasana in sanscrito, è una delle posture di equilibrio più conosciute nello yoga. Il suo nome richiama l’immagine di un albero: il piede si appoggia a terra come una radice, mentre il corpo si allunga verso l’alto. Ma da dove nasce questa posizione e quale significato le viene attribuito? Per scoprirlo, partiamo dalla sua storia e dal ruolo degli alberi nella tradizione indiana.
Indice dell’articolo
- Il significato del nome
- Le origini storiche di Vrksasana
- Il significato simbolico: perché proprio un albero?
- Le leggende legate all’albero nella tradizione indiana
- Perché questa posizione è così importante nella pratica
Il significato del nome
Il nome Vrksasana, scritto anche Vrikshasana, unisce due parole sanscrite: vrksa, che significa “albero”, e asana, cioè “posizione”. La traduzione è quindi “posizione dell’Albero”.
Le origini storiche di Vrksasana
Vrksasana è descritta nella Gheranda Samhita, un testo di hatha yoga generalmente datato al XVII secolo. Nel secondo capitolo, al verso 36, si indica di stare in piedi su una gamba, appoggiare l’altro piede alla radice della coscia e mantenersi eretti come un albero. La posizione era quindi conosciuta molto prima della diffusione dello yoga moderno.
Un’immagine ancora più antica si trova nel grande bassorilievo di Mahabalipuram, in India, risalente al VII–VIII secolo. Vi compare un asceta in piedi su una sola gamba, con le braccia sollevate. La figura testimonia la presenza di posture su una gamba nella tradizione ascetica indiana e richiama la posizione dell’Albero, anche se non possiamo identificarla con certezza con l’asana praticata oggi.
Inoltre, nella tradizione ascetica indiana, restare in piedi su una sola gamba poteva essere una forma di austerità spirituale, cioè una pratica impegnativa volta a coltivare disciplina e perseveranza.
Il significato simbolico: perché proprio un albero?
In Vrksasana, il corpo richiama la forma di un albero: il piede d’appoggio rappresenta le radici, il busto il tronco e le braccia sollevate i rami.
Come un albero affonda le radici nella terra e cresce verso la luce, nella posizione cerchiamo un appoggio stabile al suolo mentre allunghiamo la colonna e le braccia verso l’alto. Il suo significato simbolico unisce così radicamento e crescita.
Nella tradizione spirituale indiana, l’ombra di un albero è spesso lo scenario di incontri tra maestri e allievi. L’albero diventa così un luogo di ascolto, insegnamento e trasmissione della saggezza.
Le leggende legate all’albero nella tradizione indiana
Gli alberi hanno un ruolo importante in diversi racconti della tradizione indiana. Queste storie offrono uno sfondo culturale al simbolismo dell’albero, ma non spiegano direttamente l’origine di Vrksasana.
Un racconto della tradizione induista riguarda il parijata, un albero celeste. Nel Vishnu Purana si narra che Krishna lo portò sulla terra su richiesta della moglie Satyabhama e lo piantò nel suo giardino. L’immagine di un albero celeste che mette radici sulla terra può suggerire un incontro tra spiritualità e vita quotidiana: una lettura simbolica che possiamo accostare alla pratica.
Nella tradizione buddhista, il Buddha raggiunse l’illuminazione sotto l’albero della Bodhi, che è diventato un simbolo di risveglio e conoscenza spirituale.
Perché questa posizione è così importante nella pratica
Al di là della cornice storica e simbolica, Vrksasana occupa un posto speciale nello yoga per motivi molto pratici. È spesso una delle prime posizioni di equilibrio insegnate a chi si avvicina alla disciplina, proprio perché permette di introdurre in modo accessibile un concetto centrale della pratica: la capacità di restare stabili, concentrati e radicati, anche quando l’appoggio a disposizione si riduce.
Oggi Vrksasana viene praticata per lavorare sull’equilibrio e sulla consapevolezza del corpo. Mantenersi su una gamba richiede attenzione all’appoggio del piede e piccoli aggiustamenti per restare stabili: un’esperienza concreta che si affianca al significato simbolico della posizione.
Fonti: Gheranda Samhita, capitolo II, verso 36, per la descrizione di Vrksasana; Vishnu Purana, libro V, capitoli 30–31 per il racconto di Krishna; Smarthistory, “The Great Relief at Mamallapuram”, per il bassorilievo con l’asceta su una gamba, ; British Museum, “Bodhi Tree”, per il riferimento all’albero della Bodhi e all’illuminazione del Buddha.