Una delle frasi che si sentono più spesso quando si parla di yoga è: “Mi piacerebbe provare, ma non sono abbastanza flessibile.”

È un dubbio comprensibile. Sui social lo yoga viene spesso rappresentato attraverso posizioni molto avanzate: grandi aperture, inarcamenti profondi, equilibri sulle braccia e forme che sembrano richiedere una flessibilità fuori dal comune.

Guardando queste immagini, può nascere l’idea che per iniziare sia necessario essere già flessibili.

Ma è davvero così?

No. La flessibilità non è un requisito per iniziare a fare yoga.

Può cambiare con la pratica, ma è soltanto uno dei tanti aspetti dello yoga. E soprattutto, non è il metro con cui valutare la qualità della pratica.

Yoga e flessibilità non sono la stessa cosa

Molte asana richiedono una certa mobilità e capacità di allungamento. Questo, però, non significa che tutti debbano raggiungere la stessa forma della posizione.

Prendiamo Uttanasana, il piegamento in avanti in piedi. Una persona può arrivare con le mani a terra mantenendo le gambe distese; un’altra può avere bisogno di piegare le ginocchia e utilizzare due blocchi come supporto.

Entrambe stanno praticando Uttanasana.

La forma esterna sarà diversa, perché sono diversi i corpi, le proporzioni anatomiche, la mobilità disponibile e l’esperienza di ciascuno.

L’obiettivo non è imitare perfettamente la forma di qualcun altro, ma trovare una modalità di esecuzione adatta al proprio corpo.

due donne in uttanasana con divera posizione

Essere più flessibili significa fare meglio yoga?

Non necessariamente. Nello yoga arrivare più lontano non significa automaticamente praticare meglio.

Toccare il pavimento in un piegamento in avanti, sollevare di più una gamba o entrare in una posizione molto profonda sono risultati visibili. Ma ogni corpo ha caratteristiche e possibilità diverse.

Una persona può fermarsi prima e mantenere comunque stabilità, controllo e un respiro regolare. Un’altra può essere naturalmente molto flessibile e raggiungere facilmente una forma più profonda.

Per questo non ha molto senso usare la flessibilità come misura dei propri progressi o confrontare la propria posizione con quella degli altri.

Lo yoga non chiede a tutti i corpi di assumere la stessa forma.

Con lo yoga diventerò più flessibile?

È possibile. Una pratica regolare può contribuire nel tempo a migliorare la flessibilità e la mobilità, ma non esiste un risultato uguale per tutti.

Ognuno parte da una situazione diversa. La struttura del corpo, le caratteristiche delle articolazioni, le abitudini quotidiane e le esperienze motorie precedenti possono influenzare il modo in cui ci muoviamo e l’ampiezza che riusciamo a raggiungere.

Per questo i cambiamenti possono essere diversi da persona a persona e anche da una parte del corpo all’altra.

E forse il progresso più interessante non è riuscire a “scendere di più”, ma accorgersi che un movimento diventa più naturale, una posizione più confortevole o il corpo meno rigido rispetto a prima.

Se non sono flessibile, come posso adattare le posizioni?

Non è necessario aspettare di diventare più flessibili prima di iniziare. È la pratica che può essere adattata al corpo, non il contrario.

Se una posizione risulta difficile o poco confortevole, si può modificarla: piegare leggermente le ginocchia, ridurre l’ampiezza del movimento oppure utilizzare dei supporti.

Blocchi, cinghie e coperte possono aiutare a rendere alcune posizioni più accessibili e a trovare un appoggio più adatto alle proprie possibilità.

Usare un supporto non significa eseguire una versione “meno valida” dell’asana. Significa semplicemente adattare la posizione al proprio corpo in quel momento.

Con la pratica, ciò che oggi richiede un adattamento potrebbe cambiare. Oppure no. L’obiettivo non è eliminare necessariamente il supporto, ma utilizzarlo quando permette di praticare in modo più confortevole e consapevole.

Lo yoga parte dal corpo che hai oggi

Non è necessario essere flessibili per iniziare a praticare yoga.

Ogni corpo parte da possibilità diverse e ogni posizione può essere adattata rispettando i propri limiti. Con il tempo la flessibilità può cambiare, così come possono migliorare mobilità, forza, equilibrio e consapevolezza del movimento.

Non serve aspettare di riuscire a toccare i piedi, fare una spaccata o raggiungere posizioni complesse.

Si può iniziare dal corpo che si ha oggi.

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