Una posizione con radici antiche

La posizione del Cobra è descritta nella Gheraṇḍa Saṃhitā, un trattato di hatha yoga del XVII secolo. Non tutte le posizioni oggi molto praticate hanno una testimonianza scritta così lontana nel tempo. Da dove viene il nome Bhujangasana? E che significato ha il serpente nella tradizione yogica? Partiamo da queste domande per conoscere meglio la posizione.

Il significato del nome

Bhujangasana unisce due parole sanscrite: bhujanga, «serpente, cobra», e asana, «posizione». Il nome richiama ciò che vediamo quando entriamo nella postura: il busto si solleva da terra come un serpente che alza la testa.

Cobra e Cane a testa in su: come distinguerli

Una posizione spesso associata al Cobra nella pratica è il Cane a testa in su (Urdhva Mukha Svanasana). Le due posizioni si somigliano: in entrambe il petto si apre e la schiena si estende. C’è però una differenza facile da osservare.

Nel Cobra (Bhujangasana) il bacino e le cosce restano appoggiati a terra. Nel Cane a testa in su, invece, si sollevano: il corpo è sostenuto dalle mani e dal dorso dei piedi.

Il Cobra nella Gheraṇḍa Saṃhitā

Nel secondo capitolo della Gheraṇḍa Saṃhitā, ai versi 42 e 43, troviamo una descrizione di Bhujangasana. Il testo indica di mantenere a terra la parte inferiore del corpo, appoggiare le mani e sollevare la testa come un serpente. È una descrizione breve, ma la somiglianza con il Cobra che pratichiamo oggi è facile da riconoscere.

Il trattato non si limita a descrivere la postura: la collega anche al risveglio della Kundalini.

Il simbolismo del serpente nella tradizione yogica

In alcune tradizioni yogiche e tantriche, la Kundalini viene immaginata come un’energia latente, simile a un serpente arrotolato e addormentato alla base della colonna vertebrale. Secondo questa visione, attraverso la pratica yogica questa energia può risvegliarsi.

È in questo contesto spirituale che va letto il riferimento della Gheraṇḍa Saṃhitā: non come un effetto fisico dimostrato della posizione.

Il busto che si solleva può così ricordare, in chiave simbolica, un serpente che si risveglia. Questo è un modo di leggere la posizione che va oltre la sua forma e il movimento che compiamo sul tappetino.

Il serpente anche fuori dallo yoga

Il serpente compare come simbolo anche in culture diverse da quelle in cui si è sviluppato lo yoga. La sua capacità di cambiare pelle, per esempio, lo ha reso un’immagine di rinnovamento e trasformazione. I significati cambiano da una tradizione all’altra, ma è facile capire perché questo animale abbia attirato tanta attenzione.

Il Cobra nella pratica di oggi

Oggi il Cobra si incontra spesso nelle lezioni di yoga e in alcune varianti del Saluto al Sole. È una delle posizioni con cui si può iniziare a esplorare l’estensione della colonna vertebrale. Conoscere la sua storia non cambia il modo in cui dobbiamo eseguirla, ma ci permette di riconoscere che dietro un movimento familiare c’è anche una tradizione di significati.

Vuoi sapere come si esegue? Leggi la scheda del Cobra (Bhujangasana), con indicazioni su allineamento, errori comuni e varianti.


Fonte per la descrizione storica della posizione e il riferimento alla Kundalini: Gheraṇḍa Saṃhitā, capitolo 2, versi 42–43.