Il Risveglio mattutino yoga 1 è una sequenza yoga dolce e progressiva pensata per accompagnare il corpo dal riposo al movimento. Le posizioni si susseguono con passaggi semplici e fluidi, iniziando prevalentemente a terra e arrivando gradualmente alla posizione in piedi.
La sequenza combina movimenti della colonna, mobilizzazione delle anche, allungamenti e posizioni di sostegno. Il ritmo può essere adattato alla propria pratica: non è necessario muoversi velocemente, ma cercare continuità tra una posizione e l’altra e lasciare che il respiro accompagni naturalmente il movimento.
La sequenza

Come praticare la sequenza
Inizia in Balasana – Posizione del Bambino, lasciando che il corpo entri gradualmente nel movimento. Mantieni la posizione per 3–5 respiri, senza cercare un allungamento intenso. Lascia rilassare il dorso e le spalle e percepisci l’espansione della parte posteriore del torace durante la respirazione. Se il bacino non raggiunge comodamente i talloni, puoi inserire una coperta piegata tra cosce e polpacci; un supporto sotto la fronte può rendere la posizione più confortevole.
Passa quindi in Bharmanasana – Posizione del Tavolo, portando le spalle sopra i polsi e il bacino sopra le ginocchia. Rimani per 2–3 respiri, distribuendo il peso tra mani e ginocchia e ricercando una posizione neutra della colonna. Questa breve fase prepara polsi e spalle al sostegno e permette di organizzare gli appoggi prima di iniziare a muovere la colonna.
Da qui alterna Marjaryasana e Bitilasana – Gatto e Mucca per circa 5 cicli completi. Espirando arrotonda progressivamente la colonna nel Gatto; inspirando accompagna il movimento nella direzione opposta entrando nella Mucca, senza forzare l’estensione lombare. L’alternanza mobilizza la colonna in flessione ed estensione e coinvolge il bacino, il torace e il cingolo scapolare.
Ritorna alla posizione neutra e passa a Vyaghrasana – Posizione della Tigre. Inspirando estendi la gamba destra indietro e verso l’alto, mantenendo il bacino il più possibile stabile; espirando torna in quadrupedia. Ripeti 3 volte, poi esegui lo stesso movimento con la gamba sinistra. La posizione coinvolge soprattutto glutei, muscoli posteriori della coscia e muscoli stabilizzatori del tronco, introducendo gradualmente un lavoro più attivo dopo la mobilizzazione iniziale. Non è necessario sollevare molto la gamba: privilegia il controllo del bacino rispetto all’ampiezza del movimento.
Dalla quadrupedia porta il bacino indietro e verso l’alto entrando in Adho Mukha Svanasana – Cane a testa in giù. Rimani per 3–5 respiri. Puoi mantenere le ginocchia leggermente piegate e alternare la flessione delle gambe, soprattutto nei primi movimenti del mattino. La posizione coinvolge spalle e arti superiori, favorisce l’allungamento della parte posteriore delle gambe e crea una transizione naturale verso la parte successiva della sequenza.
Dal Cane porta il piede destro tra le mani e appoggia il ginocchio sinistro a terra entrando in Anjaneyasana – Affondo basso. Solleva progressivamente il tronco e mantieni la posizione per 3 respiri, senza spingere il bacino in avanti oltre ciò che risulta confortevole. L’affondo mobilizza soprattutto le anche e porta in allungamento la regione anteriore dell’anca della gamba posteriore. Se il ginocchio a terra è sensibile, utilizza una coperta piegata come supporto.
Riporta le mani a terra, torna nel Cane a faccia in giù e ripeti Anjaneyasana sul lato sinistro, mantenendolo ancora per 3 respiri. In questo modo i due lati vengono esplorati separatamente senza interrompere la continuità della sequenza.
Dal Cane cammina lentamente con i piedi verso le mani e raggiungi Uttanasana – Piegamento in avanti in piedi. Rimani per 3–5 respiri, lasciando le ginocchia leggermente piegate se necessario. Evita di cercare di avvicinare forzatamente il busto alle gambe: in questa fase l’obiettivo è lasciare che la parte posteriore del corpo si allunghi progressivamente mantenendo una posizione confortevole.
Da Uttanasana risali lentamente e, inspirando, porta le braccia verso l’alto in Urdhva Hastasana – Montagna con le braccia al cielo. Mantieni 1–2 respiri, allungandoti attraverso i lati del tronco. Le braccia possono estendersi verso l’alto e leggermente indietro, evitando di accentuare eccessivamente l’estensione della zona lombare. Questa posizione conclude la progressiva risalita dal pavimento alla stazione eretta e introduce un gesto di apertura.
Espirando abbassa infine le braccia lungo i fianchi e termina in Tadasana – Posizione della Montagna. Rimani per 3–5 respiri, osservando gli appoggi dei piedi e la distribuzione del peso. Dopo una sequenza costruita sul movimento, questi ultimi respiri permettono di ritrovare stabilità e percepire le sensazioni del corpo in posizione eretta.
Adattare la routine
Il numero di respiri e di ripetizioni proposto è indicativo e può essere modificato in base alle proprie sensazioni. Al mattino il corpo può presentare una mobilità diversa da un giorno all’altro: alcune posizioni possono richiedere più tempo, mentre altre possono essere attraversate con maggiore continuità.
Non è necessario raggiungere la massima ampiezza di movimento. Ginocchia leggermente piegate, appoggi modificati o l’utilizzo di una coperta possono rendere alcuni passaggi più confortevoli. I blocchi yoga possono invece essere utilizzati sotto le mani, per esempio nell’Affondo basso o in Uttanasana, quando raggiungere comodamente il pavimento risulta difficile.
La routine può anche essere abbreviata o prolungata: è possibile ridurre le ripetizioni di Gatto e Mucca e della Tigre, oppure rimanere qualche respiro in più nelle posizioni in cui si desidera esplorare maggiormente il movimento. L’obiettivo non è rispettare una durata precisa, ma costruire un passaggio graduale dal riposo al movimento.
IN CHIARO
Il risveglio mattutino non deve essere una prova di flessibilità. Al mattino il corpo può avere bisogno di tempo per passare dal riposo al movimento. Muoviti gradualmente, adatta l’ampiezza dei gesti alle sensazioni del momento e lascia che respiro e movimento trovino il proprio ritmo.
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Questo contenuto ha finalità informative e didattiche e non sostituisce indicazioni personalizzate. La pratica deve essere adattata alle proprie condizioni individuali. In presenza di dolore, fastidio persistente o particolari condizioni di salute, è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.